Nome Scientifico

Viburnum tinus L.

Nome Sardo

Meliana

Famiglia

Viburnaceae

Pianta arbustiva sempreverde alta dai 2 ai 5 metri con corteccia grigiastra: I rami giovani sono rossastri e ricoperti da lieve peluria. Si presenta assai ramificato con una chioma densa abbastanza regolare.

FOGLIE

Sono opposte, coriacee, oblunghe a lamina ovato-ellittica e acute all’apice, con margine intero, pagina superiore di colore verde scuro lucente, quella inferiore leggermente tomentosa, con una lieve peluria.

Le foglie possono raggiungere i 12 cm di lunghezza e i 6-8 cm di larghezza.

FIORI

I fiori sono piccoli, raccolti in infiorescenze bianco-rosate disposte in corimbi, con i peduncoli fiorali di diverse lunghezze e i fiori posti tutti sullo stesso livello.

In particolare, le infiorescenze sono di colore rosato a boccioli chiusi e bianche nel pieno della fioritura.

Il periodo di fioritura si protrae da dicembre a aprile.

FRUTTI

I frutti sono drupe ovoidali di 4-6 mm, di colore blu metallico, nerastre a maturità.

Maturano da giugno fino a ottobre e non è raro trovarli anche al momento della successiva fioritura.

HABITAT

Vegeta in prevalenza in luoghi freschi e ombrosi, e comunque non eccessivamente aridi; predilige terreni calcarei e si incontra prevalentemente nelle leccete o associato ad altre piante tipiche della macchia mediterranea del sottobosco quali, ad esempio, il Corbezzolo e la Fillirea.

AREALE GEOGRAFICO

Si trova spontanea nell’areale mediterraneo: Europa meridionale, Africa e Siria.

È presente allo stato spontaneo in quasi tutta l’Italia.

In Sardegna è molto diffuso dalle zone costiere a quelle montane dell’interno.

CURIOSITÀ

Il nome del genere Viburnum potrebbe derivare dal latino viere (legare, intrecciare), in riferimento alla flessibilità dei rami, utilizzati per costruire ceste.

Il legno è ritenuto di un certo pregio per realizzare oggetti artigianali.

È spesso utilizzato come pianta ornamentale per la copiosa e duratura fioritura, nonché per il colore verde brillante delle sue foglie.

I frutti trovavano impiego come coloranti e purgativi.

Il Viburno può avere odore sgradevole, ulteriormente accentuato dalla pioggia durante la fioritura.

È una specie che produce abbondante nettare ed è molto visitata dalle api, come rimarcò anche Virgilio nel poema le Georgiche, nelle cui pagine consigliava di piantarlo vicino agli alveari.

Dei suoi frutti sono ghiotti molti piccoli uccelli stanziali e migratori.