Nome Scientifico

Rosmarinus officinalis

Nome Sardo

Tzippiri

Famiglia

Lamiaceae

Arbusto sempreverde, alto sino a due metri, molto ramificato, dal fusto legnoso con corteccia grigiastra.

Può avere portamento eretto o strisciante.

Sa adattarsi a tutti gli ambienti, e crescere facilmente sia in vaso che in terreno.

Può propagarsi per seme ma, ancora più velocemente, per talea, per margotta o per prelevamento di polloni.

FOGLIE

Sono lineari lunghe fino a 3 cm, con margini piegati verso il basso, la parte superiore color verde scuro e quella inferiore quasi argentea e lanuginosa, aromatiche.

FIORI

Sono di colore azzurrino, violetto, rosato, o bianco e fioriscono da aprile a settembre sulle sommità dei rami.

Nelle zone litoranee fiorisce nei mesi di ottobre-febbraio; nelle zone interne tra marzo-luglio.

FRUTTI

Il frutto è un achenio, un piccolo frutto secco lungo circa 2-3 mm con parete coriacea liscia, di colore bruno-castano.

HABITAT

Vegeta dal livello del mare fino agli 800 metri di altitudine su garighe e macchia mediterranea bassa. Ben si adatta agli ambienti aridi con suoli calcarei alcalini. Risente molto delle gelate invernali. In caso di clima caldo e arido in estate, la pianta arresta quasi completamente la vegetazione, con una ripresa nelle altre stagioni dell’anno.

AREALE GEOGRAFICO

Diffuso spontaneamente soprattutto nelle zone costiere del Mediterraneo occidentale.

CURIOSITÀ

Il nome della specie deriva da “ros” e “marinus” in relazione al fatto che la pianta cresce spontanea nelle zone mediterranee non distanti dal mare.

Una leggenda narra che il rosmarino offrì riparo alla Vergine Maria durante la fuga dall’Egitto e, poiché vi poggiò sopra il proprio manto, i fiori originariamente bianchi, divennero azzurri.

Sin dal tempo dei Romani era considerato particolarmente efficace contro il malocchio: con esso e altre erbe si praticavano fumigazioni (affumentus, in sardo).

Nel Settecento, per preservare dalla peste le pecore, si consigliava di profumare con rosmarino l’ovile dove esse dormivano.

Grazie alla sua fioritura autunnale e invernale è una pianta assai mellifera da cui le api ricavano un miele delicato e aromatico.

Dalle foglie si ricava un olio essenziale assai sfruttato in cosmesi e profumeria.