È un albero di media grandezza, alto fino a 30 metri, dal portamento maestoso, molto ramificato, con fusto diritto (che può superare il metro di diametro), rami laterali spesso poderosi e chioma molto ampia.
Il tronco presenta corteccia grigio-biancastra o verdastra tendente a desquamarsi circolarmente a maturità. I rami giovani sono lisci, rossicci e ricoperti da una fitta lanugine biancastra.
Il Pioppo è una specie abbastanza longeva che vive fino a 200 anni.
FOGLIE
Sono caduche, alternate, munite di picciolo bianco tormentoso di 2-8 cm, di forma variabile da ovale a palmato-lobata a 3-5 lobi più o meno marcati e margine irregolarmente dentato.
La pagina inferiore è bianco-lanosa; la pagina superiore verde intenso.
FIORI
Il Pioppo è una specie dioica, con infiorescenze maschili e femminili su alberi diversi.
I fiori maschili sono riuniti in amenti (“grappoli”) cilindrici pelosi, lunghi 6-10 cm, di colore rosso vivo che in fioritura diventano gialli; i fiori femminili, più corti, sono riuniti in amenti cilindrici di 3-7 cm, con stimmi rosati.
La fioritura inizia nel periodo di febbraio-marzo e precede la comparsa delle foglie che perdurano fino al novembre successivo.
FRUTTI
Sono capsule bivalvi coniche, lunghe circa 5-6 mm, glabre e rugose, che contengono numerosi semi bruno-rossastri, forniti di lunghi peli cotonosi.
Fruttifica a maggio-giugno.
HABITAT
Predilige ambienti soleggiati e non eccessivamente caldi. Vegeta bene nei boschi ripariali su terreni alluvionali freschi e profondi. Spesso vive in gruppo con altre latifoglie come Salici, Frassini e Ontani. Pur amando l’acqua mal sopporta il ristagno idrico.
In Sardegna è maggiormente presente in aree di pianura e collinari, ma si ritrova anche a quote più elevate, per lo più impiantato.
AREALE GEOGRAFICO
Pianta diffusa in Europa centro-meridionale, Asia occidentale e nelle regioni africane che affacciano sul Mediterraneo.
In Italia è diffusa in tutte le regioni fino a 1000 metri di quota.
CURIOSITÀ
Il nome generico, di etimologia incerta, era già in uso presso gli antichi Romani forse a designare “l’albero del popolo” (arbor populi); l’attributo specifico, alba (bianco) è riferito alla corteccia e alla pagina inferiore delle foglie.
È stato utilizzato spesso per alberature stradali.
Il legno è generalmente tenero e viene impiegato nell’industria cartaria, per confezionare zoccoli e fiammiferi, per imballaggi e pannelli truciolari.
La corteccia essiccata, contenente tannino e salicina, possiede azione febbrifuga.



