È un albero sempreverde, alto fino a 15- 20 metri, maggiormente ramificato in alto, con chioma globosa negli esemplari più giovani e tendente a diventare maestosamente ombrelliforme in quelli adulti.
I rami giovani sono grigio-verdi, scuri a maturità.
La corteccia del tronco si presenta grigio-rossastra e profondamente screpolata.
Il Pino da pinoli può vivere circa 200 anni.
FOGLIE
Sono aghiformi, finemente denticolate ai margini, lunghe 8-15 cm, di colore verde intenso.
Le foglie perdurano sull’albero per 2-3 anni.
FIORI
Come tutte le pinacee è una pianta monoica con infiorescenze unisessuali, maschili e femminili, disposte sulla stessa pianta.
Esse sono composte da foglie fertili portanti le sacche polliniche (coni maschili) o gli ovuli (coni femminili).
I fiori maschili, detti microsporofilli, sono di colore giallo e si trovano generalmente nella parte bassa della chioma sui rami dell’anno.
I fiori femminili detti macrosporofilli, sono ovoidi di colore verdastro con striature violacee, si formano nella parte alta della chioma e crescono all’estremità dei nuovi germogli.
Fiorisce tra febbraio e aprile.
FRUTTI
Gli pseudo frutti delle Pinaceae sono strobili femminili, comunemente detti pigne.
Le pigne, dopo la fecondazione diventano legnose, sono sessili o brevemente peduncolate, di forma ovato-conica, lunghe 8-20 cm e larghe 6-10 cm. Le squame sono verdi in età giovanile e diventano bruno-rossicce a maturità. Contengono dei semi (detti comunemente pinoli) lunghi 15-20 mm, dotati di un’ala membranosa di circa 2 mm.
I semi maturano nell’autunno del terzo anno e le pigne permangono aperte per qualche anno sui rami.
HABITAT
È una pianta tipica degli ambienti litoranei, predilige infatti gli ambienti caldi e asciutti delle zone costiere e collinari, su terreni freschi, sciolti e profondi.
Mal tollera le basse temperature e, se esposta a venti salmastri, rinsecchisce su quel lato e tende a piegarsi.
Vegeta fino a 1000 metri di altitudine.
AREALE GEOGRAFICO
È Specie originaria delle coste del Mediterraneo, con buona probabilità della zona nord-occidentale.
L’areale attuale si estende dalla Crimea al alle coste atlantiche del Portogallo, in prevalenza lungo le zone costiere.
In Sardegna è presente allo stato spontaneo nel territorio di Fluminimaggiore.
Nel resto dell’Isola è ampiamente diffuso in virtù di rimboschimenti, fino agli 800 metri di altitudine.
CURIOSITÀ
Probabilmente, il Pino domestico è stato propagato in larga parte del Mediterraneo per merito dei Greci e dei Romani che lo consacrarono alla dea Cibele (la Grande Madre che, tra le altre cose, soprintendeva alla fertilità della terra).
Viene utilizzato per rimboschimenti, per la produzione di pinoli (commestibili e unanimemente apprezzati), e per il suo legname, di modesto pregio, che trova impiego in falegnameria.
In Sardegna sono noti alcuni alberi monumentali, il più famoso dei quali si trova nel Compendio Garibaldino dell’Isola di Caprera e venne piantato da Garibaldi il 16 febbraio del 1867, giorno in cui nacque la figlia Clelia.
Da qualche anno la produzione di pinoli ha subito un notevole calo attribuito a differenti fattori: dalla monocoltura, all’acidificazione dei suoli, ai cambiamenti climatici, nonché all’infestazione di una cimice, originaria degli Stati Uniti (Leptoglossus occidentalis), che si nutre delle pigne in fase di maturazione.



