È una pianta arbustiva sempreverde, alta fino a 2-3 metri.
Il fusto è spesso breve (talvolta assente), diritto o contorto, coperto dai residui lignificati delle vecchie guaine fogliari; genera nuovi fusti secondari dalla base facendo assumere alla pianta un portamento a cespuglio.
Presenta un apparato radicale robusto.
La Palma nana è l’unica palma spontanea in Italia.
In coltura può raggiungere i 9 metri.
FOGLIE
Sono sempreverdi, coriacee, di colore verde scuro nella pagina superiore e più chiaro in quella inferiore, provviste di picciolo legnoso (lungo 20-40 cm), spinoso sugli spigoli.
Sono disposte in una lamina sfrangiata a ventaglio composta da segmenti lineari, lanceolati e appuntiti lunghi oltre 40 cm. Al suolo si possono notare le prime foglie semplici, a forma di lancia, che nel tempo si separano e si sfrangiano.
FIORI
Sono composti da infiorescenze giallastre erette in dense pannocchie lunghe 20-40 cm; fiori maschili, femminili ed ermafroditi generalmente su piante distinte.
Fiorisce in aprile-maggio.
FRUTTI
Il frutto è una drupa (dattero) carnosa ovoidale, grande 1-3 cm, giallo-marrone o bruno-rossiccia a maturità, contenente un solo seme legnoso; le drupe sono riunite in densi grappoli.
La Palma nana fruttifica a giugno, i frutti maturano a ottobre.
HABITAT
Preferisce le esposizioni soleggiate in ambienti e climi secchi, aridi e asciutti, in suoli di diverso tipo con predilezione per quelli calcarei. Vegeta sulle rupi, nei pendii rocciosi o sulle sabbie, presso il mare, in macchie e garighe.
AREALE GEOGRAFICO
È originaria dell’areale mediterraneo sud-occidentale dell’Italia, della penisola iberica e dell’Africa settentrionale.
In Italia è presente in maniera significativa nelle regioni tirreniche.
In Sardegna, la Palma nana è autoctona e cresce spontanea prevalentemente lungo la costa occidentale. Nota anche come Palma di san Pietro, dal nome dell’isola in cui in cui è molto diffusa, trova massima diffusione nella Nurra, tra Alghero e il Golfo dell’Asinara.
Nel settore costiero centro-orientale vegeta nell’areale del Golfo di Orosei.
CURIOSITÀ
Il nome del genere Chamaerops significa letteralmente “piccolo” (dal greco khamai) “cespuglio” (rhops), e il nome specifico latino humilis conferma nuovamente le sue dimensioni ridotte.



