È un arbusto o albero sempreverde alto 5-6 m con tronco contorto e irregolare.
La chioma è generalmente espansa. I rami giovani sono talora spinescenti.
La corteccia si presenta liscia e grigio-verde nei primi anni di sviluppo, assumendo via via un aspetto rugoso di colore grigio-cenere.
FOGLIE
Le foglie sono opposte, coriacee, di forma ellittico-lanceolata o ovato-lanceolata e con margine liscio, di colore verde scuro sulla pagina superiore, grigio-argentate e ricoperte da una leggera lanugine o peluria (tomentose) in quella inferiore; lunghe fino a 4 cm, con breve picciolo.
FIORI
I fiori, con corolla di circa 4 mm, sono ermafroditi, vale a dire che in essi coesistono gli organi sessuali maschili e femminili; sono riuniti in piccoli grappoli o “pannocchie” di colore bianco.
La fioritura avviene tra marzo e aprile.
FRUTTI
I frutti, chiamati olive, sono drupe più o meno carnose e ovoidali; hanno colore che varia dal verde al nero violaceo, con mesocarpo (la parte subito sotto la buccia) oleoso.
La parte più interna del frutto (endocarpo) è un nocciolo legnoso che contiene il seme.
I frutti maturano nel tardo autunno-inverno.
HABITAT
Predilige ambienti soleggiati e climi secchi, aridi e asciutti tipici del Mediterraneo. Si adatta a tutti i tipi di terreno.
Mal sopporta le basse temperature ma resiste bene ai venti di Maestrale vegetando sul lato opposto alla direzione del vento e assumendo il tipico aspetto “inclinato”.
AREALE GEOGRAFICO
È specie probabilmente originaria del Medio Oriente dal quale si sarebbe poi diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo lungo la fascia costiera.
In Italia è maggiormente diffusa nelle regioni bagnate dal Mar Tirreno e dallo Ionio.
In Sardegna è comune sino ai 600 metri di altitudine.
CURIOSITÀ
L’Olivastro è una pianta estremamente longeva e può vivere per molti secoli.
Molti gli esemplari pluricentenari (e addirittura alcuni millenari) in Sardegna, con tronchi che tendono a espandersi e “costolarsi” svuotandosi all’interno.
In un riparo sotto roccia a Scaffa Piana, nella Corsica settentrionale, sono stati rinvenuti noccioli carbonizzati di Olivastro, con tracce di un impianto di spremitura con pressa, databili al V millennio a.C.
Analogamente, è assai probabile che impianti consimili fossero presenti nello stesso periodo anche nella nostra Regione.



