Nome Scientifico

Myrtus communis

Nome Sardo

Murta

Famiglia

Mirtaceae

Arbusto sempreverde molto ramificato, dal portamento normalmente cespuglioso, alto fino 3 metri. La corteccia è di colore rossastro negli esemplari giovanili e col tempo diventa grigiastra con screpolature. 

FOGLIE

Sono coriacee, opposte, persistenti, con lamina ellittica, lanceolata o ovato-lanceolata.

Sono verdi, lucide e glabre (prive di peluria) e molto aromatiche.

Lunghe 2-4 cm, con picciolo assente o molto breve.

FIORI

I fiori sono ermafroditi, coesistono gli organi sessuali maschili e femminili; profumati, sono solitari o appaiati e di colore bianco.

Fiorisce in maggio-luglio.

FRUTTI

Il frutto è una bacca tondeggiante, allungata, grande 8-16 mm; di colore nero-bluastro o raramente bianca, sormontata dal calice persistente. Contiene numerosi semi giallognoli.

I frutti maturano ad ottobre-dicembre e sono commestibili. 

HABITAT

Diffuso nel mediterraneo, vive in consociazione con altri elementi caratteristici della macchia, quali il Lentisco e il Cisto. Necessita di un clima mite ed è sensibile ai venti forti. Tollera bene la siccità.

AREALE GEOGRAFICO

Il suo areale comprende tutto il bacino del Mediterraneo, dal quale trae origine.

In Italia è presente nelle regioni del centro-sud.

CURIOSITÀ

Le sue proprietà medicinali erano note ai Greci e ai Romani al fine di combattere ulcere, dermatosi e affezioni delle vie urinarie.

Il legno viene impiegato per lavori d’intarsio, mentre le foglie ricche di tannino sono utilizzabili per la concia delle pelli.

Dalle bacche, soprattutto in Sardegna, si produce il liquore di mirto. Le stesse sono utilizzate anche per aromatizzare insaccati; è noto l’uso delle foglie per aromatizzare gli arrosti e i bolliti.

Dal nome italiano di Mortella, indicante il Mirto, deriva il nome della mortadella, poiché essa in origine veniva aromatizzata con foglie di Mirto.

Nei dintorni del nostro Parco vegeta prevalentemente sui terreni basaltici dell’altopiano di Siddi.