È un arbusto o piccolo albero sempreverde, resinoso, alto fino a 7-8 metri, spesso ramificato fin dalla base, con chioma di forma ovato piramidale, di colore verde-scuro; la corteccia è grigio-brunastra, tendente a desquamarsi in strisce sottili arrotolate, che lasciano intravedere lo strato sottostante rossastro; le radici sono robuste e molto sviluppate.
È una pianta assai longeva e ad accrescimento molto lento.
FOGLIE
Le foglie sono di 2 tipi: negli esemplari giovani sono aghiformi e pungenti, lunghe fino a 14 mm; negli esemplari adulti sono caratteristicamente squamiformi, con squame grandi 0,5-1 mm che si ricoprono l’una con l’altra. Presentano una linea resinifera centrale.
FIORI
Il Ginepro fenicio è una specie dioica, vale a dire con fiori maschili e femminili portati su piante diverse, costituiti da infiorescenze con asse allungato somiglianti a piccole “spighe” pendule. I “coni” maschili ovoidali giallastri sono posti all’apice dei rametti; i fiori femminili, globosi, di colore verde-nerastro, si sviluppano su rametti brevi con squame che a maturità formeranno il frutto.
Fiorisce a febbraio-marzo.
FRUTTI
Il frutto è un galbulo simile a una “bacca” tondeggiante, carnoso, di circa 6-12 mm di diametro che racchiude 3-9 semi, prima verde-giallastro leggermente lucente poi rosso-bruno a maturità.
I frutti maturano nell’anno successivo e persistono a lungo sulla pianta.
HABITAT
Predilige ambienti luminosi e climi secchi, aridi e asciutti, anche sassosi, come pure le dune di sabbia delle zone costiere.
AREALE GEOGRAFICO
Il suo areale si estende dalle Canarie alle zone costiere del Mediterraneo. In Italia è presente nelle regioni del sud.
In Sardegna vegeta prevalentemente lungo la fascia costiera; trova la sua maggiore diffusione nella zona meridionale dell’Isola.
Si spinge fino ai 600 metri su terreni silicei e fino ai 1000 metri nelle zone calcaree.
CURIOSITÀ
Il legno di ginepro fenicio un tempo veniva impiegato in ebanisteria perché duro e a grana fine e compatta; in Sardegna veniva utilizzato dai pastori per costruire capanne (pinnettas) e ovili.
Nelle zone costiere e montane di Dorgali e Baunei, come pure nel Monte Albo (che prende nome dal colore chiaro delle rocce calcaree) si segnalano esemplari di dimensioni considerevoli.
L’epiteto phoenicea non significa fenicio ma rosso porporino, in relazione al colore dei galbuli.
Il Ginepro fenicio si riproduce solo per seme, non ha capacità pollonifera, ed è pertanto molto sensibile agli incendi.



