È un arbusto o più raramente un alberello sempreverde assai ramificato che raramente supera i 5 metri.
Presenta una corteccia grigia tendente a fessurarsi e screpolarsi nei rami più vecchi.
È distinguibile dalla fillirea latifoglia soprattutto per le foglie più strette.
Come molte altre specie mediterranee si rinnova facilmente per via vegetativa dopo il paesaggio del fuoco.
FOGLIE
Sono opposte, brevemente picciolate, coriacee, lanceolate a lamina stretta e margine liscio o lievemente dentellato; la pagina superiore è lucida, di colore verde scuro, quella inferiore più chiara e opaca con una nervatura mediana in rilievo.
FIORI
Sono biancastri disposti in piccoli grappoli (racemi) ascellari composti da 5-7 fiorellini.
Fiorisce da marzo a giugno.
FRUTTI
Sono drupe carnose di 3-5 mm, dapprima blu e infine nere a maturazione, piccole, tondeggianti, appuntite all’apice e riunite in grappoli.
HABITAT
La Fillirea a foglie strette è una specie tipica della macchia mediterranea, anche in compresenza di leccete. Predilige ambienti più caldi rispetto alla Phillyrea latifolia, la Fillirea a foglie larghe.
È una specie che si adatta anche a terreni aridi e degradati, indifferente al substrato di terreno.
AREALE GEOGRAFICO
Presente nel bacino occidentale del Mediterraneo, dalla Liguria alla Spagna e in Algeria, come pure in ex-Jugoslavia e Albania.
Si trova allo stato spontaneo in quasi tutte le regioni italiane site a sud del Po e lungo le coste di Veneto e Friuli. È probabilmente assente in Sicilia dove forse è stata confusa con la Phillyrea media.
In Sardegna si trova principalmente nelle zone costiere e collinari.
CURIOSITÀ
In passato era utilizzata per le sue proprietà astringenti diuretiche.
Il legno, essendo duro e compatto, è adatto per lavori al tornio. I polloni, flessibili e resistenti, sono apprezzati per i lavori di intreccio.
Fornisce anche buona legna da ardere.
La corteccia ha proprietà tintorie, da essa si ottengono varie tonalità di giallo nella colorazione della lana e della seta.
Phillyrea angustifolia L. è una buona pianta mellifera. Il nome del genere deriva dal greco philyra forse composta da philos, amico e hyron, lo sciame delle api e anche l’alveare.



