Il carrubo è un albero longevo, sempreverde, a crescita lenta.
Difficilmente supera i 10 metri di altezza, anche se può avere un portamento maestoso e oltrepassare i 15 metri.
La chioma è ampia, fitta e tondeggiante con rami giovani di colore grigio rosaceo ricoperti da una sostanza cerosa.
Il tronco è robusto e irregolare, con ramificazioni che si originano vicino alla base.
La corteccia prima grigia e liscia tende col tempo a fessurarsi e inscurirsi, virando al marrone scuro.
FOGLIE
Le foglie sono coriacee, alterne, composte da 3- 6 paia di foglioline in numero pari (paripennate), a lamina ellittica e margine intero, sono lunghe 3-6 cm e larghe 2-4 cm con un breve picciolo; di colore verde-scuro e lucide nella pagina superiore, verde-azzurro più opaco in quella inferiore.
FIORI
È un albero con fiori maschili e femminili portati sulla stessa pianta o, più comunemente, su piante diverse. La pianta maschio è, per ovvii motivi, priva di frutti.
I fiori riuniti in grappoli eretti sono prima rossastri e poi giallo-verdi.
La fioritura inizia ad agosto e si protrae sino a gennaio.
FRUTTI
Il frutto è un legume appiattito e falciforme, coriaceo e pendulo, prima verde-chiaro poi marrone-scuro a maturità.
Le carrube chiamate anche silique sono lunghe 10-20 cm e larghe 2-3 cm, contengono tra i 10 e i 15 semi.
I frutti maturano nell’estate-autunno successivo.
HABITAT
Preferisce ambienti luminosi e soleggiati, alte temperature e qualsiasi tipo di terreno. Cresce anche in suoli aridi e rocciosi.
AREALE GEOGRAFICO
È considerato originario del Medio Oriente e dell’Europa sud-orientale. In Sardegna è diffuso lungo le coste e specialmente nelle zone orientali e meridionali.
CURIOSITÀ
I frutti, detti carrube, ricchi di zuccheri, sono usati in alimentazione, sia umana che (soprattutto) animale.
La farina di polpa si usa per sostituire il cacao, nella produzione di dolci e gelati, in quanto è priva di sostanze eccitanti come la caffeina e la teobromina.
Dai semi si produce una farina usata in pasticceria come additivo (noto come E410) che ha notevole capacità di assorbire acqua (oltre 50 volte il suo peso).
I semi del carrubo vengono anche chiamati carati: dall’arabo qīrāṭ, a sua volta derivato dal greco kerátion, da cui Ceratonia il cui significato è “piccolo corno, baccello del carrubo”.
Sono stati a lungo utilizzati come unità di misura per la massa di materiali preziosi. Questo uso storico dei semi di carrubo è legato alla loro sorprendente uniformità in peso, assai costante, di 0,200 milligrammi che li ha resi sin dall’antichità i contrappesi ideali per le bilance utilizzate per pesare l’oro e oggetti di valore.



