Nome Scientifico

Rhamnus alaternus L.

Nome Sardo

Tasuru

Famiglia

Rhamnaceae

Arbusto o, meno frequentemente, piccolo alberello sempreverde, molto ramificato, alto fino 5-7 metri, dalla chioma densa e compatta.

Il fusto ha corteccia grigia e liscia da giovane, rossastra e striata da adulto; rami giovani ricoperti da peluria.

Possiede un apparato radicale che va in profondità nel terreno.

FOGLIE

Sono coriacee, alterne, a lamina ovale-lanceolata e margine intero o poco dentato, cartilagineo biancastro, di colore verde-scuro e lucide nella pagina superiore, verde giallastro in quella inferiore.

Lunghe 2-8 cm e larghe 1-5 cm.

FIORI

Pianta dioica, con fiori maschili e femminili su piante diverse, riuniti in densi grappoli ascellari.

I fiori giallastri sono piccoli e poco appariscenti ma hanno un delicato profumo che attrae le api.

Fiorisce da febbraio a aprile.

FRUTTI

Il frutto è una drupa tondeggiante di 3-7 mm di diametro, rosso-bruna tendente al nero a maturità, contenente tre semi.

I frutti maturano nel periodo compreso tra luglio e agosto.

HABITAT

Preferisce ambienti soleggiati e luminosi. Vegeta dal livello del mare fino ai 700 metri come componente della macchia bassa e del sottobosco rado.

Indifferente al substrato, cresce anche in terreni aridi e rocciosi, sul greto dei torrenti costieri e nei litorali dove è componente della macchia costiera.

Resiste bene ai venti marini e alle escursioni termiche.

AREALE GEOGRAFICO

È specie mediterranea, con areale limitato alla cosiddetta “area dell’Ulivo”: dalla Spagna alla Crimea e dall’Asia Minore all’Africa settentrionale.

In Italia è presente in quasi tutte la regioni eccetto la Valle d’Aosta.

CURIOSITÀ

Plinio il Vecchio, nel I sec. d.C., descrisse l’Alaterno (Alaternus) come pianta che “ha foglie tra la quercia e l’olivo”. Sull’etimologia del genere Rhamnus Linneo, pur adottandolo, ammette che rientra fra i nomi di origine greca di incerta o dubbia derivazione – per alcuni autori deriverebbe da ράβδος (rabdos), vale a dire bacchetta, bastoncino, con riferimento alla flessibilità dei giovani rami.

Invece, pare non vi sia traccia nelle opere di Linneo del fatto che egli derivasse il nome specifico alaternus, da alternus ossia alternato, con riferimento alle foglie alterne della specie.

Le drupe hanno proprietà lassative e vermifughe.

È conosciuto sin dall’antichità come pianta tintoria: da foglie e rami freschi si estrae un pigmento giallo-aranciato, dai frutti acerbi una particolare tonalità di verde noto come “verde di vescica”.

Il legno molto duro e di colore giallo-brunastro viene utilizzato per la costruzione di piccoli utensili e per lavori di ebanisteria e intaglio.